Avanguardia Legionaria

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 19/01/2009, 22:22 
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Iscritto il: 09/03/2008, 15:27
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Junio Borghese ha scritto:
Nonno secondo me a furia di ascoltare "god save the pirl" ti sei rimbambito, ma ti rendi conto dei suoi connazionali che ha fatto morire perchè era un caga-in-mano ?


Devil don't save you.
:evil:

No il vostro re,si trovò tra l'incudine e il martello,cosa avrebbe dovuto fare?Acconsentire la guerra fino all'ultimo?......che immani disastri ci sarebbero stati....

Non ascolto nulla,a me stà sulle balle la Vecchia.

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Io sono nessuno,ma nessuno sarà mai come me.

Di solito chi è normale ha poca fantasia.

La strada per l'Inferno è lastricata di buone intenzioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 20/01/2009, 5:09 
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Io direi di chiudere la polemica, tanto è inutile andare avanti con i se e con i ma, e ritornare all'argomento iniziale.

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 04/12/2009, 2:26 
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Iscritto il: 26/11/2009, 13:38
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:D Teniamoci alla larga dai militari di carriera che si danno alla politica. Vi siete dimenticati dell'ammiraglio Birindelli e del generale De lorenzo e del generale Miceli, voluti da Almirante nel MSI e candidati dall'alto senza un vero consenso popolare.Costoro in tutti gli emisferi del mondo sono i nostri peggiori nemici. Pinochet, Franco, sono i classici militari di carriera, ottusi mentalmente, forcaioli e benpensanti, nemici dello Stato nazionale socialista popolare che abbiamo in mente noi. Costoro non vogliono la politicizzazione dei soldati, sono nemici della mobilitazione delle masse, sono ottusi e politicamente perdenti. Il nostro modello di Stato ideale è quello delineato a grandi linee dalla RSI, uno Stato platonico basato su una forma di comunismo aristocratico, che per qualche secolo deve abolire la proprietà privata, come terapia d'urto per liquidare definitivamente la mentalità schiavistica della borghesia imprenditoriale, per dar vita ad una comunità di monaci guerrieri e di asceti. Ecco il nostro mito fondante! :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 08/12/2009, 1:13 
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Iscritto il: 21/12/2008, 23:02
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Mettiamola cosi...uno stato ideale è uno stato governato dall'aristocrazia formata non dai nobili di "nome" ma dai nobili di spirito e di razza e sopratutto dalle menti piu grandiose e sapienti. Al secondo gradino vi è la casta guerriera rappresentata dll uomo nuovo che possiamo identificare nelle schulzstaffel, i comandanti non saranno aristocratici ma soldati che hanno fatto gavetta e hanno dimostrato di conoscere la legge della trincea e non la legge dei tomi.Poi ci sarà il popolo che è l'ultimo ma non meno importante dei gradini, un popolo di eletti, un popolo sacro, che dovrà dare la vita per lo stato e lo stato dovra dare tutte le proprie forze perchè il popolo viva nelle miglori condizioni, e qui si basera il motto del nuovo stato LAVORO PATRIA E SOCIALE, il sociale e il lavoro saranno la base del popolo. L'arte e la cutura romperanno con il passato, esso verrà studiato, apprezzato, onorato ma ci si fermerà la, si dovra creare un nuovo pensiero, ardito e inossidabile che verrà affidato all'elite di domani : i giovani.

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In ogni guerra,la questione di fondo non è tanto di vincere o perdere;ma di come si vince,di come si perde.Una guerra si può perdere,ma con dignità e lealtà.La resa e il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo


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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 20/12/2009, 15:22 
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Iscritto il: 01/06/2008, 19:26
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ephifanius ha scritto:
:D Teniamoci alla larga dai militari di carriera che si danno alla politica. Vi siete dimenticati dell'ammiraglio Birindelli e del generale De lorenzo e del generale Miceli, voluti da Almirante nel MSI e candidati dall'alto senza un vero consenso popolare.Costoro in tutti gli emisferi del mondo sono i nostri peggiori nemici. Pinochet, Franco, sono i classici militari di carriera, ottusi mentalmente, forcaioli e benpensanti, nemici dello Stato nazionale socialista popolare che abbiamo in mente noi. Costoro non vogliono la politicizzazione dei soldati, sono nemici della mobilitazione delle masse, sono ottusi e politicamente perdenti. Il nostro modello di Stato ideale è quello delineato a grandi linee dalla RSI, uno Stato platonico basato su una forma di comunismo aristocratico, che per qualche secolo deve abolire la proprietà privata, come terapia d'urto per liquidare definitivamente la mentalità schiavistica della borghesia imprenditoriale, per dar vita ad una comunità di monaci guerrieri e di asceti. Ecco il nostro mito fondante! :mrgreen:





il tuo sempre dir nostro e nostro Puo' significare Tutto, come puo' significare niente. Io per esempio NOn sono per il comunismo aristocratico e NON condivido l'abolizione della proprieta' privata, anche momentanea. Sono per una sua difesa se abbia funzioni sociali e in tali ambiti a mio avviso deve mantenersi
Sugli altri punti sono d'accordo, ma ognuno ha una propria visione del Fascismo.


Ago


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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 08/02/2010, 11:52 
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Credo dipenda soprattutto da quale proprietà privata si intende, se parliamo della proprietà delle cose personali (casa, auto ,etc.) allora la cosa non può che trovarmi favorevole, se parliamo invece della proprietà dei mezzi di produzione essa deve essere senza dubbio dello stato, così come le infrastrutture strategiche (trasporti, scuola, sanità, energia, etc).

Ricordiamoci che dove c'è l'interesse privato non può esseci socializzazione.

Quanto alla forma di governo, inizialmente non potrà essere che dittatura, che troppe saranno le trasformazioni da governare per lasciarle nelle mani di una debole democrazia, successivamente, e parliamo di secoli, quando la formazione dell' "Uomo Nuovo" sarà completata, forse non sarà nemmeno più necessaria una forma di governo.

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 09/02/2010, 21:49 
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La proprietà privata è un diritto, come ribadito dai punti di verona, ma i beni di prima neccessità devono rimanere nelle mani dello stato.

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 09/02/2010, 23:32 
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Non conosco i punti di Verona, hai un link?

Sulla proprietà privata dei beni personali come ho scritto prima nessun dubbio, ma per quanto riguarda l'apparato produttivo no per i motivi esposti, dove c'è interesse privato, ovvero plusvalore che dovrebbe essere socializzato e va invece a produrre profitto per il capitalista non si può parlare di socializzazione, sarebbe un cadere in contraddizione.

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 10/02/2010, 6:51 
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Sia convocata la Costituente, potere sovrano d’origine popolare, che dichiari la decadenza della monarchia, condanni solennemente l’ultimo Re traditore e fuggiasco, proclami la repubblica sociale e ne nomini il Capo.
La Costituente sia composta dai rappresentanti di tutte le associazioni sindacali e di tutte le circoscrizioni amministrative, comprendendo i rappresentanti delle province invase attraverso le delegazioni degli sfollati e dei rifugiati sul suolo libero.
Comprenda altresì le rappresentanze dei combattenti. Quelle degli italiani all’estero; quelle della Magistratura, delle Università e d’ogni altro Corpo o istituto la cui partecipazione contribuisca a fare della Costituente la sintesi di tutti i valori della Nazione.
La Costituente Repubblicana dovrà assicurare al cittadino, soldato, lavoratore e contribuente, il diritto di controllo e di responsabile critica sugli atti della pubblica amministrazione. Ogni cinque anni il cittadino sarà chiamato a pronunziarsi sulla nomina del Capo della Repubblica Nessun cittadino, arrestato in flagrante o fermato per misure preventive, potrà essere trattenuto oltre i sette giorni senza un ordine dell’Autorità giudiziaria. Tranne il caso di flagranza, anche per le perquisizioni domiciliari occorrerà un ordine dell’autorità giudiziaria.
Nell’esercizio delle sue funzioni la Magistratura agirà con piena indipendenza.
La negativa esperienza elettorale già fatta dall’Italia e l’esperienza parzialmente negativa di un metodo di nomina troppo rigidamente gerarchico contribuiscono entrambe ad una soluzione che concili le opposte esigenze. Un sistema misto ( ad esempio, elezione popolare dei rappresentanti alla Camera e nomina dei Ministri per parte del Capo della repubblica e del Governo, e nel partito, elezioni di fascio salvo ratifica e nomina del Direttorio nazionale per parte del Duce ) sembra il più consigliabile.
L’organizzazione a cui compete l’educazione del popolo ai problemi politici è unica.
Nel Partito, ordine di combattenti e di credenti, deve realizzarsi un organismo d’assoluta purezza politica, degno di essere il custode dell’idea rivoluzionaria.
La sua tessera non richiesta per alcun impegno o incarico.
La religione della Repubblica è la Cattolica Apostolica Romana. Ogni altro culto che non contrasti le leggi è rispettato.
Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica.
In Politica Estera: Fine essenziale della politica estera della Repubblica dovrà essere l’unità, l’indipendenza, l’integrità territoriale della Patria nei termini marittimi ed alpini segnati dalla natura, dal sacrificio di sangue e dalla storia, termini minacciati dal nemico con l’invasione e con le promesse ai governi rifugiati a Londra. Altro fine essenziale consisterà nel far riconoscere la necessità dello spazio vitale ad un popolo di 45 milioni d’abitanti sopra un’area insufficiente a nutrirlo.
Tale politica si adopererà inoltre per la realizzazione di una comunità europea con la federazione di tutte le nazioni che accettino i seguenti principi fondamentali:
a) eliminazione dei secolari intrighi britannici del nostro continente;
b) abolizione del sistema capitalistico interno e lotta contro le plutocrazie mondiali;
c) valorizzazione, a beneficio dei popoli europei e di quelli autoctoni, delle risorse naturali dell’Africa, nel rispetto assoluto di quei popoli, in ispecie mussulmani, che, come l’Egitto, sono già civilmente e nazionalmente organizzati.
In Materia Sociale: base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro, manuale, tecnico, intellettuale, in ogni sua manifestazione.
La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale, integrazione della personalità umana, è garantita dallo Stato. Essa non deve però diventare disintegratrice della personalità fisica e morale d’altri uomini, attraverso lo sfruttamento del loro lavoro.
Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato.
I pubblici servizi e, di regola, le fabbricazioni belliche debbono essere gestiti dallo Stato per mezzo d’Enti parastatali.
In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente - attraverso una conoscenza diretta della gestione - all’equa fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori.
In alcune imprese ciò potrà avvenire con un’estensione delle prerogative delle attuali Commissioni di Fabbrica, in altre sostituendo i Consigli d’Amministrazione con consigli di gestione composti di tecnici e da operai con un rappresentante dello Stato.
In altre ancora, in forma di cooperative parasindacali.
Nell’agricoltura, l’iniziativa privata del proprietario trova il suo limite là dove l’iniziativa stessa viene a mancare. L’esproprio delle terre incolte e delle aziende mal gestite può portare alla lottizzazione fra braccianti da trasformare in coltivatori diretti, o alla costituzione d’aziende cooperative, parasindacali o parastatali, secondo le varie esigenze dell’economia agricola. Ciò è del resto previsto dalle leggi vigenti, alla cui applicazione il partito e le organizzazioni sindacali stanno imprimendo l’impulso necessario.
E’ pienamente riconosciuto ai coltivatori diretti, agli artigiani, ai professionisti, agli artisti il diritto di esplicare le proprie attività produttive individualmente, per famiglie o per nuclei, salvo gli obblighi di consegnare agli ammassi la quantità di prodotti stabilita dalla legge o di sottoporre a controllo le tariffe delle prestazioni.
Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà. Il partito iscrive nel suo programma la creazione di un ente nazionale per la casa del popolo il quale, assorbendo l’istituto esistente e ampliandone al massimo l’azione, provveda a fornire in proprietà la sua casa alle famiglie dei lavoratori di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da affermare il principio generale che l’affitto, una volta rimborsato il capitale e pagatone il giusto frutto, costituisce titolo di acquisto.
Come primo compito, l’ente risolverà i problemi derivanti dalle distruzioni di guerra con requisizione e distribuzione di locali inutilizzati e con costruzioni provvisorie.
Il lavoratore è iscritto d’autorità nel sindacato di categoria senza che ciò impedisca di trasferirsi in altro sindacato quando ne abbia i requisiti. I Sindacati convergono in un’unica confederazione che comprende tutti i lavoratori, i tecnici, i professionisti, con esclusione dei proprietari che non siano dirigenti o tecnici. Essa si denomina Confederazione Generale del Lavoro, della Tecnica delle Arti.
I dipendenti delle imprese industriali dello Stato e dei servizi pubblici formano Sindacati di categoria, come ogni altro lavoratore.
Tutte le imponenti provvidenze sociali realizzate dal regime fascista in un ventennio restano integre. La carta del lavoro ne costituisce nella sua lettera la consacrazione, così come costituisce nel suo spirito il punto di partenza per l’ulteriore cammino.
In linea di attualità il partito stima indilazionabile un adeguamento salariale per i lavoratori attraverso l’adozione di minimi nazionali e pronte revisioni locali, e più ancora per i piccoli e medi impiegati tanto statali che privati. Ma perché il provvedimento non riesca inefficace e alla fine dannoso per tutti occorre che con spacci cooperativi, spacci d’azienda, estensione dei compiti della provvida, requisizione dei negozi colpevoli di infrazioni e loro gestione parastatale e cooperativa, si ottenga il risultato di pagare in viveri ai prezzi ufficiali una parte del salario. Solo così si contribuirà alla stabilità dei prezzi e della moneta e al risanamento del mercato. Quanto al mercato nero, si chiede che gli speculatori, al pari dei traditori e dei disfattisti, rientrino nella competenza dei Tribunali straordinari e siano passabili di pena di morte.
Con questo preambolo alla Costituente il partito dimostra non soltanto di andare verso il popolo, ma di stare con il popolo. Da parte sua il popolo italiano deve rendersi conto che vi è per esso un solo modo di difendere le sue conquiste di ieri, oggi, domani: ributtare l’invasione schiavista della plutocrazia angloamericana, la quale, per mille precisi segni, vuole rendere ancora più angusta e misera la vita degli italiani. V’è un solo modo di raggiungere tutte le mete sociali: combattere, lavorare, vincere.

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 Oggetto del messaggio: Re: qual è la forma di governo in cui si identifica il fascismo
MessaggioInviato: 10/02/2010, 10:03 
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Cita:
b) abolizione del sistema capitalistico interno e lotta contro le plutocrazie mondiali;


Cita:
In Materia Sociale: base della Repubblica Sociale e suo oggetto primario è il lavoro, manuale, tecnico, intellettuale, in ogni sua manifestazione.
La proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale, integrazione della personalità umana, è garantita dallo Stato. Essa non deve però diventare disintegratrice della personalità fisica e morale d’altri uomini, attraverso lo sfruttamento del loro lavoro.
Nell’economia nazionale tutto ciò che per dimensioni o funzioni esce dall’interesse singolo per entrare nell’interesse collettivo, appartiene alla sfera d’azione che è propria dello Stato.


Illuminante, In particolare questi punti mi sembra però che vadano esattamente nel senso da me espresso, cioè che la proprietà privata dell'apparato produttivo debba essere abolita in toto, atrimenti si ricade nello sfruttamento del lavoro sopra citato. Altro discorso è la proprietà delle cose personali appunto frutto del lavoro e del risparmio individuale

Qui però cade secondo me un pò in contraddizione Quando parla di aziende private

Cita:
In ogni azienda (industriale, privata, parastatale, statale) le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno intimamente - attraverso una conoscenza diretta della gestione - all’equa fissazione dei salari, nonché all’equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori.


e di frutto al capitale azionario, come si può giungere alla realizzazione del punto B) se non abolendo proprietà privata dei mezzi di produzione?

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